Impianti antincendio a schiuma

Aggiornato il 4 ottobre 2026

In breve

Gli impianti a schiuma spengono gli incendi di liquidi infiammabili, dove l'acqua da sola non basta. Si progettano secondo UNI EN 13565-2; gli schiumogeni con PFAS sono limitati dal regolamento (UE) 2025/1988.

Gli impianti a schiuma spengono gli incendi di liquidi infiammabili, dove l’acqua scivolerebbe sotto il combustibile o lo spargerebbe. Mescolano acqua e schiumogeno e producono una schiuma che copre la superficie, raffredda e impedisce ai vapori di riaccendersi.

Bassa, media e alta espansione

Espansione Uso tipico
Bassa serbatoi, bacini di contenimento, piste e piazzali con carburanti
Media bacini, depositi, locali con liquidi
Alta riempimento totale di grandi volumi: hangar, magazzini, cunicoli

I rapporti di espansione indicati nei materiali dei Vigili del Fuoco (sotto 1:20, da 1:20 a 1:200, oltre 1:200) sono indicativi: i valori di progetto sono nella norma.

Le norme

Cosa Norma
Progettazione, installazione, prova e manutenzione UNI EN 13565-2:2021
Componenti (dosatori, generatori, esclusi pompe e monitori) UNI EN 13565-1:2025
Schiumogeni UNI EN 1568-1 (media espansione), -2 (alta), -3 (bassa, liquidi non miscibili con acqua), -4 (bassa, liquidi miscibili con acqua)

La UNI EN 13565-2 è richiamata dal Codice di prevenzione incendi e dal DM 1 settembre 2021 per la manutenzione. Né la serie 13565 né la 1568 sono armonizzate: i prodotti non hanno marcatura CE per queste norme.

Componenti

  • Riserva di schiumogeno e proporzionatore, che lo dosa nell’acqua;
  • versatori sui serbatoi, generatori per media e alta espansione;
  • monitori: lance fisse orientabili ad alta portata;
  • comando automatico dalla rivelazione incendi o manuale.

PFAS: da pianificare la sostituzione

Molti schiumogeni contengono PFAS. L’Unione europea ne ha limitato l’uso nelle schiume antincendio con il regolamento (UE) 2025/1988, con periodi transitori tra 12 mesi e 10 anni a seconda dell’uso. Gli impianti esistenti con schiumogeno fluorurato vanno verificati con il fornitore e il manutentore per programmare il passaggio a schiume senza PFAS.

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Domande frequenti

Dove si usa un impianto a schiuma?

Dove bruciano liquidi infiammabili, che l'acqua da sola non spegne: serbatoi e bacini di carburanti, industria chimica e petrolchimica, hangar, depositi di pneumatici, plastiche e rifiuti. La schiuma galleggia sul liquido, lo raffredda e blocca i vapori.

Che differenza c'è tra bassa, media e alta espansione?

È il rapporto tra il volume di schiuma prodotta e quello della soluzione di acqua e schiumogeno. In modo indicativo, i materiali formativi dei Vigili del Fuoco collocano la bassa espansione sotto 1:20, la media tra 1:20 e 1:200 e l'alta oltre 1:200. La bassa si usa su liquidi e serbatoi, l'alta per riempire interi volumi.

Gli schiumogeni con PFAS sono ancora ammessi?

L'Unione europea ha limitato l'uso dei PFAS nelle schiume antincendio con il regolamento (UE) 2025/1988, con periodi transitori tra 12 mesi e 10 anni a seconda dell'uso. Chi ha un impianto con schiumogeno fluorurato deve pianificarne la sostituzione.

Fonti

  1. UNI EN 13565-2:2021, scheda della norma (UNI)
  2. UNI EN 13565-1:2025, scheda della norma (UNI)
  3. Codice di prevenzione incendi, DM 3 agosto 2015, tabella S.6-11 (testo coordinato, Vigili del Fuoco)
  4. Commissione europea, restrizione dei PFAS nelle schiume antincendio (3 ottobre 2025)
  5. Vigili del Fuoco, dispensa formativa sugli estinguenti (rapporti di espansione indicativi)