Certificato prevenzione incendi (CPI)

Aggiornato il 4 ottobre 2026

In breve

Il certificato prevenzione incendi riguarda le 80 attività del DPR 151/2011. Per avviarle si presenta la SCIA antincendio ai Vigili del Fuoco; per le categorie B e C serve prima la valutazione del progetto, e per la categoria C il certificato viene rilasciato dopo la visita tecnica.

Il certificato prevenzione incendi, o CPI, è il documento che attesta che un’attività rispetta le regole antincendio. Riguarda solo le 80 attività elencate nell’allegato I del DPR 151/2011: officine, autorimesse oltre 300 m², alberghi, scuole, depositi di sostanze infiammabili, edifici alti e così via. Se la tua attività non è nell’elenco non serve il CPI, ma restano gli obblighi generali per i luoghi di lavoro (estintori, addetti, piano di emergenza).

Per capire se sei soggetto parti dall’elenco: attività soggette al CPI.

Le tre categorie

Ogni attività dell’elenco è divisa in categoria A, B o C in base a dimensione e rischio. La categoria decide il percorso.

Categoria A Categoria B Categoria C
Valutazione del progetto no sì, parere entro 60 giorni sì, parere entro 60 giorni
SCIA prima di iniziare sì sì sì
Visita dei Vigili del Fuoco a campione, entro 60 giorni a campione, entro 60 giorni sempre, entro 60 giorni
Certificato rilasciato no, vale la SCIA no, vale la SCIA sì, entro 15 giorni dalla visita

I passaggi

  1. Progetto (solo B e C): un professionista prepara il progetto antincendio e lo presenta al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco per la valutazione.
  2. Lavori: si realizzano le misure previste dal progetto.
  3. SCIA: prima di iniziare l’attività si presenta la segnalazione certificata di inizio attività, con l’asseverazione del professionista. Da quel momento si può lavorare.
  4. Visita tecnica: i Vigili del Fuoco possono controllare, sempre per la categoria C.
  5. Rinnovo: ogni 5 anni, o 10 per alcune attività, si presenta l’attestazione di rinnovo periodico.

Chi ti serve

Per progetto e asseverazioni serve un professionista antincendio iscritto negli elenchi del Ministero dell’Interno. Se modifichi locali, impianti o lavorazioni in modo che cambino le condizioni di sicurezza, la pratica va aggiornata prima dei lavori.

Devi presentare una pratica?

Dicci che attività hai e se si tratta di una nuova pratica o di un rinnovo: inoltriamo la richiesta a un professionista antincendio partner, che ti ricontatta. La richiesta non ti impegna.

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Domande frequenti

Il CPI esiste ancora?

Sì, ma con il DPR 151/2011 per avviare l'attività basta presentare la SCIA antincendio al Comando dei Vigili del Fuoco. Il certificato vero e proprio viene rilasciato solo per le attività di categoria C, dopo la visita tecnica. Nel linguaggio comune si chiama CPI anche la SCIA.

Chi presenta la SCIA antincendio?

La presenta il titolare dell'attività, ma va accompagnata da documenti tecnici firmati da un professionista: per le asseverazioni serve un professionista antincendio iscritto negli elenchi del Ministero dell'Interno.

Quanto costa il CPI?

Ci sono due voci: i diritti dovuti ai Vigili del Fuoco, calcolati a ore secondo il DM 2 marzo 2012 come modificato dal DM 11 ottobre 2024, e l'onorario del professionista, che è libero. Il totale dipende da attività, categoria e dimensione: per un preventivo serve un professionista.

Fonti

  1. DPR 1 agosto 2011 n. 151, art. 2, 3 e 4 (testo coordinato, Vigili del Fuoco)
  2. DM 11 ottobre 2024, tariffe dei servizi di prevenzione incendi